Medical and Cosmetic Laser System
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AS Agenda della Salute 9 Dicembre 2007
[ 09-12-2007 ]
Nuovi Laser

a cura del Dott. Federico Fiori

Sono efficaci per eliminare i segni dell'invecchiamento cutaneo, ma hanno meno effetti collaterali delle altre tecniche.

IL CONCETTO DI SISTEMA….
Dopo un lungo periodo in cui l’eccesso è stato la norma, in Medicina Estetica e Chirurgia Plastica Estetica siamo fortunatamente di fronte ad un’inversione di tendenza, e la ricerca dell’armonia della forma tende a sostituire seni e labbra enormi o zigomi troppo prominenti. Quella che è stata ed è la caratteristica di protocolli di trattamento attuali risente finalmente anche della moda e - per fortuna – del buon senso, e oggi la valutazione e la terapia dei dismorfismi distrettuali devono essere integrati in un’analisi attenta di tutte le varie componenti del nostro corpo. Ha poco senso eseguire un bel lifting con una cute vecchieggiante, perché otterremo una cute vecchieggiante più tirata. Il viso ed il corpo devono pertanto essere considerati dei sistemi, strutturati in varie componenti da analizzare e valutare singolarmente e nell’insieme, per decidere dove, come e quanto intervenire. Quello cui a miriamo è il miglior risultato possibile, l’armonia delle varie componenti del sistema. Il mezzo per raggiungerla: un corretto percorso di cura con metodiche sinergiche e intergrate.

TRATTARE IL SISTEMA VISO A 360°
Valutiamo i due aspetti principali del sistema-viso su cui intervenire.
L’invecchiamento cutaneo, dovuto all’esposizione ai raggi solari (fotoaging ) e al fisiologico rallentamento del metabolismo, progressivo con l’età (cronoaging), e la ptosi dermo-epidermica, cioè la “discesa” dei tessuti del volto che tendono a cedere, accentuando le rughe d’espressione. Questi 2 aspetti determinano una progressiva comparsa di cute sempre più arida, vecchieggiante, meno luminosa, sgranata a livello di texture, con rughe fini e sottili diffuse alle guance e sovralabiali (codice a barre), macchie senili. Inoltre si manifesta la discesa dei tessuti in senso gravitario per la riduzione della trama fibrosa del derma, che non è più in grado di “sostenere” adeguatamente i tessuti, con ptosi frontale e accentuazione delle rughe frontali e della gabella, ptosi delle palpepre e accentuazione delle rughe perioculari, ptosi delle guance, accentuazione del solco naso-genieno, presenza o accentuazione delle rughe del collo e di eccesso cutaneo a livello del platisma.

FASE MEDICA
Ogni tipologia di intervento serio e sinergico dovrebbe quindi prevedere una fase medica per:
-il trattamento di rughe profonde, medie e superficiali
-l’eliminazione o la riduzione delle rughe d’espressione
-il nutrimento della cute

THERMAFRACTIONALASE
Se ben noti sono l’importanza della biorivitalizzazione e l’effetto dei filler e della tossina botulinica nella ricostituzione dei volumi e nel trattamento delle rughe d’espressione, la grande novità nella terapia anti-invecchiamento è costituita dalla recente introduzione dei laser frazionali che si utilizzano per:
-la rimozione degli strati superficiali delle cute con miglioramento della texture e della luminosità.
-lo stimolo della produzione di fibre elastiche e collagene
-il trattamento delle rughe fini e sottili
-la rimozione delle macchie senili
-il trattamento delle cicatrici da acne
Ormai da anni i laser sono uno strumento indispensabile anche nella moderna medicina e chirurgia estetica, e vengono utilizzati per molteplici patologie e per correggere i più importanti segni dell’invecchiamento cutaneo, cioè le rughe. Ma non solo, le cicatrici da acne, le lesioni pigmentate, foto e cronoaging a livello di texture e luminosità cutanea, sono tutte condizioni che si giovano di trattamento con tecnologia laser.
Lo skin resurfacing laser è tuttora una metodica efficace per queste condizioni, tuttavia gli importanti rischi connessi alla metodica ne hanno limitato la diffusione. Infatti il grande disagio post-trattamento (croste, edema, importante desquamazione, inabilità lavorativa prolungata), il dolore, i rischi di cicatrizzazione e discromia sono un prezzo molto alto.
Per questo si sono sviluppate differenti metodiche alternative: luce pulsata, radiofrequenza e altri sistemi non ablativi, che tuttavia non consentono assolutamente risultati paragonabili a quelli delle tecniche di resurfacing ablativo.
Negli ultimi 2 anni si sono diffusi laser di nuova concezione, i laser frazionali. Il concetto è abbastanza semplice. In pratica anzichè danneggiare il tessuto in maniera omogenea si pratica un danno frazionalizzato che lascia integri dei ponti di tessuto, i quali innescano un immediato processo di guarigione. In pratica in uno spot di 1 cm viene colpita una percentuale del 20% circa del tessuto bersaglio. Questo concetto minimizza il down time (solo lieve rossore e immediato ritorno alle normali attendente), elimina il dolore, abbatte i rischi di cicatrizzazione e discromia.
Dall’introduzione di questa tecnologia si sono già avuti però ulteriori step evolutivi.
Il primo laser a concezione frazionale prevedeva un utilizzo abbastanza complesso, ed era (ed è ancora) un laser ad erbium con un vetro interposto sul fascio di luce che ne dimezza (quasi ) la potenza da 2900 a 1540 nanometri (erbium-glass). Questa metodica ha senz’altro stabilito nuovi standard raccogliendo unanime consenso sull’effetto della lunghezza d’onda di 1540 nm. Tali standard vengono tuttavia migliorati dalle macchine più recenti.
Oggi possiamo già parlare di un ulteriore step nel campo dei laser frazionali. Si tratta di un laser per il rimodellamento cutaneo che unisce i vantaggi della mini invasività alla grande efficacia del resurfacing. La nuova apparecchiatura si chiama Thermofractionalase (TFL), e sfrutta la sinergia di 2 sorgenti laser, una a1540 nm in grado di provocare sulla cute dei microfoni di 100 micron di diametro, profondi fino a 0.7 mm, che provocano una microcoagulazione con microesfoliazione a livello dell’epidermide, e l’altra da 980 nm, in grado di penetrare più profondamente creando un danno termico profondo e successiva proliferazione tissutale con il reclutamento di fibroblasti e conseguente formazione di fibre collagene ed elastiche.
La tecnologia in questo apparecchio è d’avanguardia, e sfrutta ben 2 diodi di cui uno “pumped” a 1540 nm e l’altro, a 980 nm, inserito nello speciale manipolo. Unico nel suo genere, questo laser utilizza per la frazionalizzazione del raggio uno speciale software estremamente complesso che impedisce la dispersione della potenza (come invece accade nella frazionalizzazione con lenti in alcuni apparecchi), ed essendo dotato di un manipolo di piccolissime dimensioni ( non incorpora uno scanner per la frazionalizzazione come altre apparecchiature) consente una precisione impeccabile. Un altro grande vantaggio è la grande potenza disponibile che consente ad un Operatore d’esperienza di modularne con grande efficacia l’utilizzo

FASE CHIRURGICA
Valutiamo adesso il ricorso alle tecniche chirurgiche idonee al cosiddetto “ringiovanimento del viso”. E partiamo da una considerazione molto importante, e cioè che la chirurgia è l’unica arma definitiva nella guerra contro l’elemento più evidente dell’invecchiamento del viso, che è costituito dalla progressiva discesa, dal cedimento dei tessuti molli del volto, che progressivamente si spostano verso il basso. Si parla di ptosi dermo epidermica.
La semplice analisi radiografica ha dimostrato che nel corso degli anni si assiste ad una progressiva caduta dei tessuti molli del volto, dovuta a fenomeni diversi , quali il rallentamento dei processi metabolici della cute e del sottocutaneo, la riduzione delle fibre elastiche e collagene, l’effetto dannoso dei radicali liberi, la perdita di vigore conseguente della trama fibrosa di sostegno. L’effetto di tutto questo si manifesta con un cedimento più o meno marcato dei tessuti di sostegno, che trascina verso il basso la cute, che nel tempo ha perso tono, elasticità, luminosità, e con una progressiva accentuazione delle rughe d’espressione – perioculari, frontali, solco naso genieno- e delle più fini rughe cutanee diffuse.
GLI INTERVENTI CHIRURGICI TIPICAMENTE CONSIDERATI “ANTINVECCHIAMENTO” SONO LA BLEFAROPLASTICA ED IL LIFTING.
La Blefaroplastica è l’intervento idoneo a rimuovere la cute palpebrale in eccesso e le eventuali borse adipose. L’occhio gonfio , spesso sostenuto da accumuli di tessuto adiposo ( le borse adipose) che sospingono la cute anteriormente e la palpebra cadente, o ptosica, sono condizioni frequenti, che ricorrono spesso associate anche se non sempre, e appesantiscono in maniera importante il viso di un individuo. Chiaramente quando la ptosi palpebrale sia molto marcata e occluda parzialmente la visione laterale, l’intervento non ha più solo finalità estetiche, ma anche funzionali.
Sono quindi 2 le componenti verso cui si rivolge l’azione chirurgica:
-rimuovere la pelle in eccesso
-rimuovere le borse adipose
L’intervento si esegue in regime ambulatoriale, in anestesia locale, con scarso o assente dolore postoperatorio. Modesti l’edema ed eventuali ecchimosi della regione palpebrale e perioculare. Il paziente torna tranquillamente alla propria abitazione dopo poche ore. Rimozione punti dopo 4 gg.
Per “risollevare” i tessuti del mid-e low face dobbiamo invece eseguire un Lifting, o Minilifting, a seconda dell’estensione. Questo intervento prevede il riposizionamento dei volumi del volto e il rimaneggiamento della cute in eccesso. Anche questo intervento viene eseguito quando possibile in anestesia locale con una blanda sedazione e non richiede ricovero. Peraltro sono previsti importante edema dei tessuti ed ecchimosi diffuse, con medicazione a fascia per 24 ore , rimozione punti dopo 10-12 gg, ripresa delle normali attendenze dopo 7-10 gg.
Un’alternativa al Lifting è la chirurgia del mid-face con fili di sospensione. Questa tecnica , recente, si può eseguire per casi di ptosi moderata, e prevede l’inserimento di fili di trazione a livello di piccole incisioni eseguite nel cuoio capelluto, fili che , grazie alla particolare conformazione, riescono a sospendere i tessuti del volto trazionandoli verso l’alto. In questo caso il trauma è molto minore, l’intervento è in anestesia locale, la ripresa delle normali occupazioni avviene in pochi giorni.
Il reintegro o la correzione dei volumi si esegue con lipofilling, cioè inserendo del tessuto adiposo prelevato in altra sede dal soggetto stesso, o mediante filler (ti tipo diverso a seconda delle indicazioni).
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AS Agenda della Salute 9 Novembre 2007
[ 09-11-2007 ]
Ringiovanire con il laser

a cura della Dott.ssa Elena Giardini


Le nuove tecnologie pemettono di agire su rughe, macchie cutanee e cicatrici in modo pressoché indolore e non traumatico.

La formazione delle rughe è sicuramente il segno più caratteristico dell'invecchiamento cutaneo, sono tre i fattori principali che ne deteminano l'insorgenza:
-variazione della componente strutturale del derma (collagene ed elastina);
-tensione permanente dei muscoli mimici-faqcciali;
-diminuzione della capacità difensiva della cute.
Uomini e donne oggi richiedono frequentemente interventi di ringiovanimento della pelle e appianamento delle rughe con l'impiego di tecniche meno invasive e con tempi di recupero più brevi rispetto alla chirurgia plastica. L'utilizzo del laser in questo campo ha subito negli ultimi 15 anni una costante evoluzione.

Chiediamo alla dottoressa Elena Giardini, specialista in Chirurgia Plastica e ricostruttiva ed esperta in tecniche di ringiovanimento mini-invasive e tecnologie laser, di spiegarci quali siano gli ultimi sviluppi tecnologici.
Da tempo i termini di aging, skin refreshing, photodamage, sono entrati a far parte del lessico comune. Il resurfacing del viso con laser ablativi convenzionali ha rappresentato per anni il "gold standard" nella rimozione dei segni cutanei di fotodanneggiamento, quali rughe, pigmentazioni, perdita di luminosità della cute.
I risultati ottenibili con queste metodiche erano sicuramente buoni, ma i rischi associati ed il lungo periodo di recuero li hanno progressivamente fatti cadere in disuso. Per anni si è cercato di rendere più mirata l'azione del raggio laser e contemporaneamente di abbreviare il periodo di convalescenza, in linea con le esigenze attuali e possiamo affermare che probabilmente oggi siammo alla svolta.

E' stata messa a punto un anuova tecnologia denominata Thermafractionale (TFL), un procedimento semplice ed efficace a dispetto del nome in apparenza complicato.

Può spiegarci meglio?
Questa tecnologia è microfrazionale e sinergica. L'apparecchio agisce mediante la combinazione di due lunghezze d'onda:
- La prima, di 1540nm, produce delle microcoagulazioni di 100 micron e della profondità massima di 0,7 nanometri (correggendo i segni dell'invecchiamento).
- La seconda, di 980 nanometri, coadiuva la prima fungendo da stimolo per la pproduzione di collagene ed elastina (accelerando il processo di guarigione).

Come si esegue questo trattamento?
Il trattamento è ambulatoriale e risulta essere quasi indolore,rendendo spesso superflua l'applicazione di creme anestetiche. Nelle successive 24-48 ore possono comparire un lieve edema associato ad eritema, entrambi vanni incontro a risoluzione spontanea nel giro di 24-48 ore. Il trattamento può essere ripetuto ogni 3 o 4 settimane per un amssimo di 4 volte.

I risultati sono prevedibili e verificabili?
La tecnologia ci viene incontro anche con un'altra novità, lo skin-tester. Si tratta di uno scanner di ultima generazione in grado di analizzare in dettaglio ogni inestetismo cutaneo e di quantificare il grado di aging. Generalmente il giorno della prima visita il paziente viene sottoposto allo skin test. I tratti da correggere gli vengono mostrati al computer ed assieme a lui si decide la modalità di esecuzione. La ripetizione del test a distanza di tempo ci permette inoltre di valutare in amniera assolutamente oggettiva i risultati ottenuti.

Come si procede per l'appianamento delle rughe?
La tecnica è indicata mediamente a partire dai 35 anni. La possibilità di grqaduare l'intensità del raggio laser permette di correggere agevolmente gradi di aging molto diversi. Bastano 3-4 sedute per distendere i tratti del viso e ridurre le rughe, "zampe di gallina", discromie. La pelle migliora in toto e diventa più levigata, luminosa e fresca. Oltre al volto vengono trattati con successo anche mani e decolletée.

Quali tipi di macchie cutanee si possono trattare?
La tecnica microfrazionale si è dimostrata un metodo efficace e sicuro per correggere macchie solari, senili, cloasma, anche in pazienti con differenti fototipi. Una seduta dopo l'altra le vecchie cellule epidermiche pigmentate vengono eliminate, portando ad una graduale scomparsa della macchia.

E per le cicatrici?
A noi chirughi plastici l'argomento sta particolarmente a cuore perchè, come è noto, la quantità di una cicatrice non è spesso predittibile e da sempre si cerca una soluzione per correggere esiti cicatriziali di diversa natura. lazione sinergica delle due lunghezze d'onda produce una attnuazione sensibile delle cicatrici, anche di quelle atrofiche, come negli esiti di acne.

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